Lasciti solidali. Donazioni in crescita del 32% | lo studio di Fondazione Italia Sociale su Il Sole 24 Ore

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Lasciti solidali, in Italia una tendenza in crescita. Un fenomeno che rappresenta il 12% del totale della raccolta fondi delle principali realtà attive nel Terzo settore, per un valore complessivo nel 2018 di 137 milioni di euro (e una media di circa 919 mila euro per organizzazione) nelle 150 non profit oggetto dello studio promosso dalla Fondazione Italia Sociale. Sotto la lente degli analisti i bilanci dal 2015 al 2018 di alcune delle principali realtà benefiche italiane. “La raccolta fondi tramite lasciti solidali sembrava un’esclusiva delle grandi organizzazioni, per questo abbiamo scelto di studiarne i bilanci. – commenta Francesco Scarpat, project manager Fondazione Italia Sociale.

“È emerso che oltre la metà delle organizzazioni non profit analizzate, negli ultimi quattro anni, ha ricevuto almeno un lascito, con un’importante accelerazione del volume delle donazioni nel 2018: +32% rispetto al 2015. Un terzo del campione ne ha beneficiato tutti gli anni, cosa che evidenzia una maggiore attenzione da parte degli italiani verso questo strumento e conferma il fatto che per alcune realtà si tratta ormai di un’entrata costante”.

Settori e caratteristiche dei lasciti

I settori che hanno attratto la somma più consistente di lasciti, nel periodo considerato, sono la ricerca medica e scientifica (34%), la cooperazione e solidarietà internazionale (27%), seguiti dall’assistenza sociale (19%) e dalla sanità (14 per cento). L’impatto di questi strumenti sulle raccolte fondi varia a seconda del settore di intervento: se per la cooperazione e solidarietà internazionale ha un peso inferiore al 10%, per gli altri settori è maggiore fino a superare il 20% nel caso della assistenza sociale. Le organizzazioni di dimensioni più grandi (oltre 10 milioni di euro) hanno attratto una somma maggiore di lasciti: il 77% del valore complessivo sui quattro anni. Quelle con entrate inferiori al milione hanno raccolto l’1% del valore totale dei lasciti. Le Fondazioni hanno ricevuto il 49% del valore totale nel periodo di analisi, nonostante nel campione siano meno rappresentate rispetto alle associazioni.

L’analisi si sofferma anche sulle tipologie dei lasciti: denaro, beni immobili, titoli/azioni e beni mobili. Il 64% delle organizzazioni ha indicato il denaro come la tipologia più rappresentata nei quattro anni, nel 2018 la percentuale scende al 56% in favore degli immobili (indicati dal 33% delle organizzazioni). Titoli e azioni rimangono stabili all’11% per tutto l’arco di tempo considerato, i lasciti in beni mobili raramente costituiscono la tipologia prevalente.

Prospettive future

Un ruolo importante per la crescita di questo strumento, nei prossimi 20 anni, spetterà alla ricchezza senza eredi degli italiani, che ammonta, secondo uno studio di Fondazione Cariplo, a circa 129 miliardi di euro. “Ci sono sempre più persone sole e senza eredi – spiega Scarpat -. La stima di Fondazione Cariplo, calcolata sulla demografia e sulla ricchezza degli italiani, popolo di grandi risparmiatori, mette in risalto una cifra importante, al netto della quota di legittima, che potrebbe contribuire in maniera sensibile allo sviluppo del Terzo Settore. Nasce anche da qui la nostra proposta di modifica delle imposte di successione, tra le più basse d’Europa”. Attualmente, infatti, sono previste quattro aliquote (dal 4% per i trasferimenti tra coniugi/parenti in linea retta, all’8% per gli altri parenti e per gli estranei), alle quali sono collegate specifiche soglie entro le quali l’imposta non è dovuta. La Fondazione Italia Sociale propone una maggiore progressività fiscale e un ampliamento della base di imposta: con la revisione delle soglie e delle aliquote, tutelando i gradi di parentela diretta, ma aumentando progressivamente quelle per i discendenti più lontani (dal quarto grado in avanti). Il differenziale tra le aliquote più elevate introdotte con la modifica normativa (20%, 30% e 40%) e l’aliquota vigente, secondo la proposta, dovrebbe essere destinato a enti del Terzo settore attraverso un fondo dedicato.

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